“Il medico con le scarpe rotte. Biografia del ‘braccio destro di Padre Pio’…”

Stefano Campanella storico e giornalista, vaticanista, direttore di Padre Pio Tv, è un personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni visto l’acume culturale che lo caratterizza.
Fresco di stampa, per le Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, ha pubblicato “Il medico con le scarpe rotte. Biografia del ‘braccio destro di Padre Pio’ nella realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza”.
Per quanto il libro verta sulla figura di Guglielmo Sanguinetti, medico eccelso che i doni e le doti di Padre Pio andarono a scovare, per la realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza, nella lontanissima terra toscana del Mugello, all’epoca ai più sconosciuta, il rigore e la ricerca storica del Campanella fanno emergere altre figure che, contornate da fatti ed aneddoti per lo più inediti e significativi, arricchiscono un volume dove giganteggia, ovviamente, Padre Pio.
Trattandosi di più epoche, che hanno caratterizzato la Storia d’Italia, nel caso in questione, terminando il tutto nel 1954, anno in cui il Sanguinetti muore improvvisamente, l’autore documenta con dovizia di particolari i contesti sociali in cui è vissuto il “braccio destro di Padre Pio”.
Parmigiano della classe 1894, Guglielmo, Parmenio, Eugenio Sanguinetti, anticlericale, durante il periodo universitario, facoltà di medicina, trascorso nella Capitale – vivo è il trauma della Breccia di Porta Pia del 1870 – non si pone alcun problema a picchiare gli studenti cattolici. Nella città eterna conosce Emilia, colei che diventerà la sposa della vita.
Scoppia il Primo Conflitto Mondiale ed il Sanguinetti, seppur non laureato, adempie coraggiosamente ai propri obblighi in abito sanitario meritandosi una Medaglia di Bronzo al Valor Militare ed altri importanti riconoscimenti.
Nel dicembre 1919, infuocato primo dopoguerra, consegue due traguardi: laurea in medicina e Matrimonio con l’amata Emilia.
I novelli sposi si stabiliscono nella fiorentina Rotta del Mugello dove Guglielmo, medico condotto, conquista la stima generalizzata dei cittadini. La coppia si trova a proprio agio e, come giusto che sia, progetta un futuro con dei figli. La vita, come noto, riserva sorprese belle e meno belle. La meno bella. La coppia è condannata a non potere avere figli, un cruccio che accompagnerà Guglielmo fino alla fine dei suoi giorni; certo ne soffre anche Emilia, ma non lo dà a dimostrare.
Ad accorgersi del “Cappuccino stigmatizzato di San Giovanni Rotondo” è proprio Emilia attraverso l’articolo di un giornale. Nasce da qui una storia, ricca di colpi di scena, con dei messaggi tutti da decifrare, che Padre Pio – le cui stimmate fanno già parlare di sé – invia alla sconosciuta coppia dal profondo sud.
Eppure Guglielmo, profondamente scettico nei confronti di “un uomo esaltato o epilettico” come Padre Pio, di lì a poco sarà chiamato ad una importante missione.
Siamo alla metà degli anni Trenta quando il recalcitrante Guglielmo e la convinta Emilia si recano a San Giovanni Rotondo per conoscere Padre Pio.
La conoscenza sconvolge il dottor Sanguinetti che vede nel frate di Pietrelcina “il dito di Dio”.
A questo punto la descrizione di Campanella si fa avvincente, commovente, in quanto descrive meticolosamente come Padre Pio, “per costruire un ospedale”, riesca a far trasferire a San Giovanni Rotondo, seppur non immediatamente, i coniugi affezionati al Mugello.
I lavori cominciano nel 1947, quando l’Italia vive un drammatico secondo dopoguerra di fame e di povertà. Tutto ciò angustia Padre Pio che però ha fede nella Provvidenza.
Con l’amato Mugello sempre nel cuore, Guglielmo ed Emilia provano a vincere la difficile sfida dell’ambientamento in quel di San Giovanni Rotondo, consapevoli della missione che li attende. In quel contesto il dottor Sanguinetti non è solo medico, ma anche progettista, muratore, giardiniere, editore, autore di fiabe, in pratica si fa servo.
La lunga cavalcata per raggiungere l’obiettivo è ad ostacoli, con una strada impervia, a tratti buia, colma di insidie, fatta di beghe, polemiche, invidie, ritrosie, dove perfino la magistratura è costretta a metterci il naso.
L’esaustivo volume tratta anche fatti ed episodi di vita quotidiana, vedasi per citarne uno dei tanti, il duro scontro fra Padre Pio e Sanguinetti che non polemizzano sull’opera da edificare, ma sul comportamento tenuto dagli italiani dinanzi alla caduta di Mussolini.
Nei momenti in cui tutto sembra fermarsi, la Provvidenza fa la sua parte proprio come profetato da Padre Pio. I tanti i segnali testimoniano che il progetto deve andare avanti. Perfino quando a Padre Pio viene amputato il “braccio destro”: la morte improvvisa di Guglielmo Sanguinetti avvenuta il 6 settembre 1954.
“Se io avessi saputo te l’avrei strappato”, afferma Padre Pio sorpreso da alcuni testimoni mentre solo, nel chiuso della Chiesa, si rivolge al Crocifisso.
Il cappuccino ed Emilia come tanti protagonisti e testimoni vedranno realizzarsi compiutamente la Casa Sollievo della Sofferenza nella cui edificazione essenziale è stato il contributo del dottor Guglielmo Sanguinetti, “braccio destro di Padre Pio”.
Michele Salomone
Stefano Campanella, “Il medico con le scarpe rotte. Biografia del ‘braccio destro di Padre Pio ‘nella realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza” Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo (per acquistare il libro https://www.edizionipadrepio.it/it/biografie/938-il-medico-con-le-scarpe-rotte.html)